Facciamo che…non se ne fa più niente

Dall’articolo di Massimiliano Magli sul Bresciaoggi del 12 gennaio 2007

La cultura si divide con il caffè-letterario

 

 

CHIARI.
Il suggestivo progetto intende offrire agli utenti del servizio pubblico un luogo più confortevole. Il bar con annessa libreria verrà collegato alla biblioteca. Il sindaco
spiega l’idea. Sarà il primo vero caffè-letterario della nostra provincia: non un bar
con una pretestuosa libreria, né una biblioteca con un’improbabile macchinetta del caffè a gettoni. Sarà invece un luogo dove proseguire il proprio studio potendo contare su un caffè vero e proprio, di quelli che un tempo, nelle grandi città illuministe, erano diventati letterari per la presenza spontanea e quotidiana di letterati, critici e di tanti
libri e revue. A CHIARI tale quotidianità sarà garantita dalla presenza della
biblioteca comunale «Fausto Sabeo», che, a lavori conclusi, potrà contare su un foyer letterario con un bar ricavato nella vecchia sede del Sistema bibliotecario, che si affaccia sul suggestivo peristilio del complesso Donegani-Marchetti. L’idea è venuta al sindaco Sandro Mazzatorta, illuminato dalla lettura di Umberto Eco che in un’intervista di alcuni anni fa manifestava profonda delusione nel raffronto tra le biblioteche italiane – poco accoglienti e alla mano – e quelle europee. [...]Il nuovo bar potrà disporre di una libreria (assente finora a CHIARI) così da soddisfare anche le necessità di acquisto degli utenti che qui potranno anche ordinare volumi di loro interesse momentaneamente assenti, senza la necessità di spostarsi nelle librerie di altri Comuni.[...]Massimiliano Magli


foto: sdiny.com

confesso un po’ di amarezza nel leggere queste righe. Mista a soddisfazione, perché è vero che a Chiari manca una libreria (con 18.000abitanti) e che un caffè letterario sarebbe una buona cosa. Ma l’amarezza viene dal fatto che quello è un mio vecchio sogno. Mio e di Gibì, di Fab’…condiviso, negli anni, con Francesca, Daniela, Cecilia, Federica…amici con cui ci si è detti “tra un paio d’anni lo mettiamo in piedi”. un caffè letterario..un bar che avesse anche una libreria, per riempire questo vuoto a Chiari. E la scorsa estate abbiamo abbiamo cominciato a muovere qualcosa, cercando un luogo fisico per realizzare il nostro progetto, pensando di fondare anche un’associazione culturale che facesse capo al caffè stesso (“Facciamo che…”). Avevamo chiesto anche la disponibilità di alcuni locali alla Parrocchia. Disponibilità che era stata fatta slittare, dilatando i tempi. Troppo, evidentemente. e un dubbio mi resta…sono convinto, in passato, forse in occasione della conferenza stampa a Milano con lui e la Merini, di aver parlato al sindaco di questo mio antico progetto. Altro che leggendo Eco…mah!

17 Risposte a “Facciamo che…non se ne fa più niente”


  1. 1 Gibi 19 Gennaio 2007 alle 5:22 pm

    No… pf… io non lasco cadere tutto così!
    Sogno ancora!
    FACCIAMO CHE…
    Un giorno si farà! Ne sono sicuro!
    Concordo sul…”Altro che leggendo Eco”…

  2. 2 Pf 19 Gennaio 2007 alle 5:24 pm

    Se non c’è passione, tra un paio d’anni chiude…intanto vediamo cosa mette in piedi. Poi, è vero, si può sempre inventare qualcos’altro…

  3. 3 Fede 19 Gennaio 2007 alle 6:41 pm

    Paolo!! L’ho letto anche io…non sai che colpo!!
    Mi dispiace veramente tanto!!
    L’idea mi sembra anche carina, ma sarebbe stata tutta un’altra cosa il “Facciamo che…”

    Comunque non è detta l’ultima parola…la speranza è l’ultima a morire!

    (P.S. Paolo, ti ho linkato nel mio blog!!)

  4. 4 Andrea 21 Gennaio 2007 alle 2:22 pm

    Io avrei preferito il vostro.
    Innanzitutto non so se l’idea sia definibile propriamente “carina”. A me sembra che dove c’è da appaltare qualcosa o da metter le mani per rimodellare strutture già funzionanti prevedendo una partecipazione di soggetti privati, lì l’Amministrazione arriva.
    Un caffé letterario? I caffé letterari non sono mai stati espressione di una amministrazione pubblica, al contrario luoghi dove la fruizione o l’elaborazione della cultura è avvenuta spontaneamente, finendo più spesso per esser scomoda e poi repressa, che favorita e accademica.
    Se a Chiari manca una libreria è perché il sostrato culturale non esige tale luogo. Se manca un cinema, il motivo è lo stesso. Se il teatro sopravvive senza uno spazio proprio, idem. Se le arti sono favorite perloppiù quando hanno un forte richiamo, se in centro esiste una esposizione di Giò Pomodoro ma sono emarginati i giovani artisti, idem, aggiunto al fatto che noi stessi abbiamo rinunciato alla rivendicazione di veri spazi (e diritti) per lo svolgimento di attività alternative e attendiamo che il Comune, la Regione, lo Stato lo faccia per noi.
    Un caffé letterario da una Amministrazione che ha soffocato la dimensione associativa? Io mi dichiaro piuttosto scettico. L’area politica da cui questa proposta proviene vanta già di per sé una tradizione antidemocratica in tutti i luoghi ove essa ha possibilità di governo, vale a dire nei comuni al nostro adiacenti.
    grazie, Pf, per avermi ospitato, seguo il tuo blog anche se non ti conosco.
    Andrea

  5. 5 manuelgalbiati 24 Gennaio 2007 alle 9:17 am

    Condivido i dubbi di Andrea, ma sono un po’ meno prevenuto di lui. Potrebbe anche venirne fuori una cosa bella, dopo tutto le cose sono della materia stessa delle persone che le fanno. Non ho preclusioni “a priori” sul privato, sebbene dire che privatizzare funzioni sia più un atto di fede che una realtà. Ma come verrà assegnata la licenza? è già stata assegnata? L’ho chiesto a MAgli, ma lui non lo sa. Complimenti per il blog.

  6. 6 Pf 24 Gennaio 2007 alle 11:17 pm

    Ringrazio sia Andrea che Manuel (conosco entrambi di nome ma non ho il piacere di conoscerli di persona; spero un giorno di riuscire a colmare questa lacuna) per i commenti. Non sono un gran blogger, cerco solo di condividere qualcosa, e confesso che è stimolante vedere che da uno sfogo o un abbozzo di idea può nascere un’interessante discussione. Ammetto che anche io non ho grosse aspettative da parte dell’amministrazione. Poi magari trovano un gestore che ha una passione e una competenza incredibile, cosa che potrebbe far solo bene a chiari, ma si tratterebbe di un mezzo miracolo. Quanto all’assegnazione della licenza, Ilaria Rossi sul giornale di Brescia del 19 gennaio (solo una settimana dopo Magli…non male) scrive:

    La caffetteria sarà gestita da un privato in forza di un contratto di locazione, che regolamenterà il funzionamento della struttura. «Un paio di cooperative – rivela Mazzatorta – hanno già manifestato il proprio interesse al progetto. Il nostro obiettivo è trovare un partner che sappia coniugare l’interesse commerciale con quello culturale».

    La buona Ilaria dà anche qualche indicazione in più riguardo alla struttura:

    Il piccolo caffè-letterario clarense dovrebbe essere realizzato in un’ala al piano terra della «Sabeo», un tempo occupata dal sistema interbibliotecario, che è stato trasferito al piano superiore dell’edificio. Si tratta di due sale di circa 30 mq ciascuna, di un’area servizi di 15 mq e di una zona vetrata di 50 mq, prospicienti il bellissimo cortile del complesso Donegani-Marchetti.

    Staremo a vedere.
    Vero è comunque, come sottolineava Andrea, che la realtà culturale di chiari è estremamente “difficile”. Ne sappiamo qualcosa come Impronta, organizzando la Rassegna della Microeditoria. Abbiamo avuto negli anni un buon riscontro di pubblico, ma molti clarensi si sono mossi più per “miss Padania”. Sembra che l’amministrazione voglia dare una scossa a questo, con il caffè letterario e la libreria annessa al nuovo auditoriom, che sorgerà sulle macerie (in tutti i sensi) del vecchio cinema e che Magli, sul Bresciaoggi di oggi (scusate il gioco di parole) dà per imminente.
    Certo che qualche dubbio comunque rimane…è perlomeno singolare che si cerci di promuovere la cultura e po si faccia di tutto per sopprimere associazioni culturali (credo che Andrea, su quello che è successo a Utopia concreta, avrebbe molto da dire).

  7. 7 Andrea 25 Gennaio 2007 alle 8:03 pm

    Proprio la tua ultima considerazione mi porta a essere più esplicito di come mi sono espresso qui e di come ho già discusso con Manuel. ‘Sto caffé letterario è proprio una grande balla, e proprio perché da una parte si restringono gli spazi di partecipazione democratica, si attua una politica culturale centralista e burocratica (in cui l’Amministrazione si insedia, taglia i contributi alle associazioni, chiude i locali con scuse ridicole, pianifica un grande accorpamento in una megastruttura che avrà – forse – una vita solo fra vent’anni), arriva allo scontro con tutti, senza parlare del paradigma falsamente liberal-democrtico che ne costituisce l’ossatura (populismo, interessi personali, localismo culturale, razzismo più o meno latente), antepone il libro dei conti alle esigenze del tessuto sociale. E poi ha una bella idea! Una bella idea, un bel caffé letterario! Oh che bello.

    E che bisogno c’è? E cosa si farà? C’è bisogno di spazi? Si organizzeranno eventi? E non si possono favorire gli eventi semplicemente concedendo quegli adeguati spazi alle realtà spontanee in ordine al principio di libertà di parola, espressione, associazione, senza che vi debba essere un privato a gestire o interferire in questo spazio?

    Detto questo, caro.. maccometichiami? :-) caro amico, prima o poi ci incontreremo. Io e Manuel in biblioteca quasi ci viviamo, basta che passi.

    A presto.
    Andrea

  8. 8 Pf 26 Gennaio 2007 alle 12:36 am

    Beh, che alla fine sia una gran balla ne sono convinto anche io…altrimenti non avrei aperto questo post. Più di una volta ho avuto da discutere, in maniera più o meno formale, con membri dell’amministrazione (quelli con cui si riesce a discutere)riguardo alle necessità culturali di Chiari. In molti casi non si è andati molto oltre un 2ne prendiamo atto” (magari non con questi termini” e un “faremo”, “progetteremo”,, salvo poi fare grandi proclami (partendo magari da quelle discussioni, vedi caffè letterario) o favorendo gli amici degli amici degli amici.
    In biblioteca non passo moltissimo..per ragioni di lavoro sono più spesso in quella di Castelcovati. Ma magari potremmo andare, prima o poi, a bere qualcosa nel caffè letterario (faccio conto di vivere ancora piuttosto a lungo…)
    Grazie comunque per i continui stimoli e rimandi

    Paolo Festa

  9. 9 Dux mea Lux 14 Febbraio 2007 alle 12:21 pm

    Bimbi, non sapevate che per aprire una libreria ci vogliono un sacco di soldini ? Dove li volevate ” raccattare ” ? Bimbi, tornate a sognare …

  10. 10 Pf 14 Febbraio 2007 alle 12:48 pm

    Il problema non sono i “soldini”…la questione è l’idea, lo spirito che ci sta dietro…che non si può costruire solo coi “soldini”…

  11. 11 Andrea M. 6 Marzo 2007 alle 1:58 pm

    Chi le dice, caro Sig. Nostalgico, che io o il caro Pf o chiunque altro non disponiamo di credito sufficente per aprire un’attività libraria?

    Sorrido alla sua ironia; da una mente che non brilla di luce propria (ma che necessità della luce del Duce) non mi aspetto del resto di meglio. Non sono sarcastico.

    L’amico Paolo sa invece sicuramente che nemmeno è questione di idee o di sogni, che se pure hanno la loro importanza in qualsiasi progetto devono fare i conti E con il fattore “domanda” e con il rapporto “costi/benefici”. Non sopravvive una libreria “seria” perché non ve n’è richiesta. Sopravvivono le librerie che fanno da supporto agli istituti scolastici, che reperiscono libri di testo, che svolgono principalmente attività di cartoleria. E questi dati valgono a prescindere da ogni giudizio morale verso la cittadinanza di Chiari, poiché Chiari manifesta in tutto il settore cultura i segni di un ritardo che del resto è comune a numerose realtà provinciali semi-evolute.

    Non ho tempo per dilungarmi. Grazie ancora per lo spazio, Paolo. A presto.

    Andrea

  12. 12 Andrea M. 6 Marzo 2007 alle 11:19 pm

    Sufficiente con la “i”, lo so :-)

  13. 13 GIUSI PONTILLO 10 Ottobre 2009 alle 9:59 pm

    vorremmo anche noi lanciare una sfida del genere
    come possiamo aiutarci ?
    Giusi Pontilllo appasionata di poesie.. e vorrebbe che una idea come la vostra si realizzasse anche nel comune di Policoro…
    aiutatemi il mio telefono è :0835980258

  14. 14 GIUSI PONTILLO 10 Ottobre 2009 alle 10:01 pm

    vorremmo anche noi lanciare una sfida del genere
    come possiamo aiutarci ?
    Giusi Pontilllo appassionata di poesie.. e vorrebbe che un’ idea come la vostra si realizzasse anche nel comune di Policoro…
    aiutatemi il mio telefono è :0835980258


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Guardare, vedere, pensare, raccontare, condividere... Passi sparsi e barcollanti, danzati o strascicati, raccolti in un diario di viaggio in quel percorso che ci ostiniamo a chiamare vita. Riflessioni e provocazioni, spunti e deliri con cui non essere d'accordo, nel tentativo di suggerire un dialogo che, forse, è più facile da iniziare che da portare avanti. Ma, si sa "si comincia per finire e si finisce per cominciare" (G.Ungaretti)

 

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