L’Abbè Pierre, l’insetto che infastidiva il leone (24/1)


foto: sovo.com

Resta ancora aperta la discussione sul caffè letterario, ma riporto anche l’Aria di Festa di oggi, forse più simile a una frase mandatami per mail da un’amica

Quando i bianchi vennero in Africa, noi avevamo la terra e loro la bibbia.
Loro ci insegnarono a pregare con gli occhi chiusi:
quando li aprimmo i bianchi avevano la terra e noi la bibbia.

Jomo Keniatta

Ecco il pezzo:

«La miseria giudica il mondo e rovina ogni possibilità di pace». Questa è una delle frasi più celebri dell’Abbè Pierre, scomparso pochi giorni fa. Frase che non è stata solo uno slogan buttato lì per avere una risonanza mediatica, come invece hanno avuto le sie dichiarazioni sul celibato dei sacerdoti. L’Abbè Pierre ha sempre cercato, con la propria vita, di opporsi alla povertà, alla miseria, al dominio dei potenti sui più deboli. È stato partigiano, addirittura spedito ad Algeri in un sacco postale per scappare alla Gestapo, parlamentare francese e sostenitore di una legge per l’obiezione di coscienza. Soprattutto è stato il fondatore delle comunità Emmaus, capaci di accogliere gli “scarti della società” e di dare loro una nuova dignità. Tutto, come amava ricordare l’Abbè Pierre stesso, “per colpa” di George , assassino, ergastolano, mancato suicida, che il religioso francese salvò impedendogli di buttarsi nella Senna e coinvolse nel suo giro di visite ai derelitti che abitavano sotto i ponti. Con lui diede vita all’avventura degli Stracciaioli-Costruttori di Emmaus. Nel tempo le comunità Emmaus sono diventate sempre più numerose nel mondo, senza però perdere il senso del proprio impegno e senza cedere davanti ai potenti, come quando il sindaco di Parigi voleva cacciare la comunità dalla città. L’Abbè Pierre prese posizione paragonandosi a quegli insetti che vengono dall’immondizia che il leone, sebbene sia il re della foresta, non può acciuffare e cacciare. E, raccontando questo aneddoto, augurava alla sua comunità «che gli insetti continuino a dar fastidio al leone. In nome e per conto dei poveri». Augurio che giro ad alcuni giovani amici preti di Brescia, perché provino a metterlo in pratica..

1 Risposta a “L’Abbè Pierre, l’insetto che infastidiva il leone (24/1)”


  1. 1 daniela 25 Gennaio 2007 alle 10:20 am

    è stato davvero scomodo fino alla fine: quanto spazio hanno dedicato alla sua scomparsa i nostri telegiornali? e poi ci troviamo che di fronte alle emergenze non sappiamo altro che dire: bisognerebbe creare una strattura che riscatti i carcerati, bisognerebbe che chi vive per strada cominci a lavorare…già, poi c’è chi lo fa in silenzio e nessuno dei nostri “grandi” osa farcelo sapere…


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Guardare, vedere, pensare, raccontare, condividere... Passi sparsi e barcollanti, danzati o strascicati, raccolti in un diario di viaggio in quel percorso che ci ostiniamo a chiamare vita. Riflessioni e provocazioni, spunti e deliri con cui non essere d'accordo, nel tentativo di suggerire un dialogo che, forse, è più facile da iniziare che da portare avanti. Ma, si sa "si comincia per finire e si finisce per cominciare" (G.Ungaretti)

 

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