Facciamo che….lo fanno davvero!


immagine: www.anisn.it

Non può che farmi piacere il fatto che Chiari sembri puntare decisamente sulla cultura. Da anni portiamo avanti la Rassegna della Microeditoria italiana, con altre iniziative correlate; ora anche l’idea del caffè letterario. Con un rammarico e due perplessità. il rammarico è quello di essere stato “fregato” sul tempo (vedi link); le perplessità riguardano la gestione da parte di un privato (spero qualcuno con grande passione) e il fatto che, citando l’articolo, il comune finanzierà l’opera “con mezzi propri”. Cosa siano questi mezzi propri, non è dato saperlo. Resta la speranza che non si faccia tutto questo solo per un “lustro di facciata”. come diceva un tale: “ai posteri l’ardua sentenza” (visto che dobbiamo lasciargli qualcos’altro, oltre alle rotonde

dal Bresciaoggi di martedì 27 marzo 2007 provincia pag. 27

CHIARI/1. Il progetto da 380 mila euro prende forma: l’apertura è prevista per l’inizio del 2008

Quando bere un caffè fa cultura

Nella biblioteca «Fausto Sabeo» nasce un locale in stile «romantico»

Un salto nel passato per vivere le atmosfere romantiche e culturalmente stimolanti dell’Ottocento.
L’accattivante proposta è stata lanciata dal Comune di Chiari che, entro i primi mesi del 2008, conta di aprire un caffé letterario degno di una città illuminista.
L’idea del sindaco Sandro Mazzatorta, dunque, è divenuta rapidamente realtà e nel volgere di pochi mesi è già stata inserita tra i progetti prioritari per il 2007, come previsto dal Piano delle opere in approvazione da parte del Consiglio comunale.
La progettazione del nuovo spazio adiacente alla biblioteca comunale «Fausto Sabeo» è già stata avviata, come pure le prime consultazioni con operatori privati interessati a gestire uno spazio che, nelle intenzioni del primo cittadino, dovrebbe consentire agli utenti della biblioteca di poter soddisfare almeno tre esigenze.
La prima, specie per gli studenti non clarensi, è quella di restare in sede bibliotecaria senza l’obbligo di dover recarsi a casa o in un bar della zona. A questa comodità si affianca anche quella di poter continuare a studiare e leggere anche durante la chiusura della «Sabeo», senza contare che il caffè potrebbe essere attrezzato a mo’ di libreria contemplando anche alcuni volumi in vendita, così da evitare trasferte in altre cittadini. Tanto più che a Chiari non esiste una libreria.
L’intervento è stato inserito in un più articolato progetto di recupero e ridefinizione funzionale che ammonterà a circa 380 mila euro che il Comune conta di finanziare con mezzi propri.
Il progetto è piuttosto articolato: oltre al nuovo spazio sarà realizzata una sala polivalente e verranno sistemati i locali interrati del palazzo Donegani così da sfruttare nuova volumetria come già fatto per l’interrato di palazzo Marchetti, diventata una sala di lettura della biblioteca e fonoteca.
«A tutti i benefici di tipo funzionale – ha ricordato Mazzatorta – andrebbe sommato il fatto innegabile che una biblioteca attrezzata in questo modo diverrebbe assai più gradevole e attraente, finendo per essere ancora di più centro di riferimento dell’Ovest bresciano, come già di fatto accade. Credo che coltivare la cultura pubblica sia uno degli elementi che più denotano il livello di civiltà raggiunto da una città».
A fine dello scorso anno il primo cittadino aveva illustrato il progetto al responsabile della biblioteca Fabio Bazoli che si era detto positivamente colpito. Il caffè sarà ricavato negli spazi in cui era localizzata la vecchia sede del Sistema bibliotecario e avrà un accesso protetto dalle intemperie, ricavato sul piano di calpestio del porticato interno.
La gestione, lo ricordiamo, sarà affidata a un privato.
Massimiliano Magli

1 Risposta a “Facciamo che….lo fanno davvero!”


  1. 1 manuel galbiati 29 Marzo 2007 alle 9:38 am

    mezzi propri? addizionale irpef, c’est plus facile!


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Guardare, vedere, pensare, raccontare, condividere... Passi sparsi e barcollanti, danzati o strascicati, raccolti in un diario di viaggio in quel percorso che ci ostiniamo a chiamare vita. Riflessioni e provocazioni, spunti e deliri con cui non essere d'accordo, nel tentativo di suggerire un dialogo che, forse, è più facile da iniziare che da portare avanti. Ma, si sa "si comincia per finire e si finisce per cominciare" (G.Ungaretti)

 

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