Archivio per Giugno 2007

La fretta di giudicare, non solo sulle cocorite (13-6)

gabbia

foto: incisione.com

disegno di Franco Matticchio

Dopo lungo tempo, in attesa di far pace col computer, un veloce commento, frutto di uno scambio di opinioni con l’amico Manuel, che non manca mai di aprirsi al confronto offrendo riflessioni non banali.

Avrei un po’ di cose da raccontare. Potrei parlare della manifestazione Gustiamo Ci Chiari, che sabato scorso ha raccolto quasi mille persone per le vie della mia cittadina per una serata di assaggi enogastronomici tra le vie del centro. Potrei raccontare che, contemporaneamente, stavo vendendo libri. Potrei parlare dei problemi che vive la mia amministrazione, delle dimissioni del mio sindaco. Potrei sparargli addosso rinfacciandogli una serie di scelte sbagliate o elogiarlo per quello di buono che ha fatto, concedendogli l’onore delle armi. Preferisco fare altro. Riprendere un aspetto comunque educativo che mi ha fatto notare, domenica mattina, una persona che stimo moltissimo. Era venuto a trovarmi nel cortile in cui vendevo libri usati, con la moglie e il suo piccolo bambino, un frugoletto biondo con un nome catalano. Il bambino, a un certo punto, ha colpito una gabbia contenente due cocorite, che era vicino a un bancone con sopra alcuni volumi. Dice il mio amico (e non ho motivo per non credergli, anche perché di mio ci sento poco) che qualcuno ha urlato “così le uccidi” a indirizzo del bambino. Se chi ha urlato “le uccidi” si fosse avvicinato al bambino, magari dopo averlo accarezzato gli avesse chiesto cosa stava facendo, avrebbe scoperto che le due cocorite sono del tutto identiche a quelle che il piccolo ha a casa, solo che non vengono tenute in gabbia, ma volano libere per casa. Quando ci sono ospiti entrano in gabbia, ma è sempre momento di sofferenza per il bambino vederle rinchiuse. Forse sarebbe bastato chiedere al bambino cosa stesse facendo. Ma troppo spesso, e non solo parlando di cocorite, ci affrettiamo a giudicare.


Guardare, vedere, pensare, raccontare, condividere... Passi sparsi e barcollanti, danzati o strascicati, raccolti in un diario di viaggio in quel percorso che ci ostiniamo a chiamare vita. Riflessioni e provocazioni, spunti e deliri con cui non essere d'accordo, nel tentativo di suggerire un dialogo che, forse, è più facile da iniziare che da portare avanti. Ma, si sa "si comincia per finire e si finisce per cominciare" (G.Ungaretti)

 

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