Archivio per la categoria 'zibaldone'

paolofesta.net

Da oggi il blog si trasferisce su www.paolofesta.net

Sono stati importati tutti i vecchi interventi e i loro commenti

Beh, buona continuazione. E grazie.

Crescirapida precipitosa?

foto: europarl.europa.eu/

confesso di essere rimasto un po’ stupito dando un’occhiata alle statistiche del blog…fino ai eri viaggiavo sulla media dei 30 contatti, con la notevole punta di 52. Ieri ho raggiunto quota 233 (duecentotrentatre!). Semplicemente incredibile. Delle due l’una: o c’è stato un errore nel conteggio (probabile), o la sparata sul Partito Popolare Partito Democratico (grazie Manuel) e le risposte sul blog di Manuel (che credo sia molto letto, visto che dice cose estremamente interessanti) hanno aumentato la curiosità. Adesso, non montiamoci la test e pensiamo a qualche cambiamento futuro.

Solo un passo di danza


foto: grott.net

Una cosina del 2002…ma stanotte va bene così


“Una volta eri mia”
no, non lo sei stata mai
ma sento il bisogno
di stringerti forte
di spendere attimi
di crederti vera
vicina, reale
ancora una volta
fino alla fine
nella speranza
che vedo crollare
sciogliersi piano
ad ogni giorno che cade
di poterti incontrare
stavolta davvero
poterti abbracciare
amarti più forte
e in un giorno pensarti
nel velato rimpianto
di un istante passato
sospirando nell’ombra
“una volta eri mia”.

corsi e ricorsi


foto: wikimedia.org

oggi

…giusto per sapere da dove vengo…in attesa di capire dove devo andare…

Il significato di questo Mercoledì delle ceneri (21-2)

foto da: debaser.it

 

Che poi volevo parlare del fatto che una volta dicevano “ricordati che sei polvere e polvere diventerai” e adesso dicono “converti e credi al Vangelo”, ma non ci stavo più…così ho scritto questo:

Ancora pieni di coriandoli e frittelle, deponiamo le maschere che ci hanno accompagnato in questi giorni di carnevale e ci prepariamo a chinare il capo in questo Mercoledì delle ceneri. Inizia oggi il tempo di quaresima, periodo liturgico in preparazione della Pasqua che, anche se molti cristiani non lo sanno, è la loro festa più importante. Molti hanno ancora l’abitudine di fare i “fioretti”, come quando erano bambini. C’è chi sceglie di non mangiare dolci, chi di fumare di meno, chi di dire meno bugie. Il venerdì poi è di rigore mangiare “di magro”, cioè senza carne. Così, invece di “contaminarsi” con una semplice bistecca, si sceglie di rispettare il precetto a forza di sushi o di pennette al salmone. Perdendo quella frugalità che era il vero senso del “magro”. Ci accontentiamo di piccole pratiche fini a se stesse, senza cercare di cogliere il significato che ci sta dietro. Forse ci converrebbe prendere in mano quel librone che è la Bibbia e farci consigliare sul vero senso dei gesti quaresimali. Scriveva Isaia: “ Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo? Non consiste forse nel dividere il pane con l’affamato, nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne?”. Sicuramente più impegnativo che rinunciare allo zucchero nel caffè o a qualche cioccolatino. Ma un modo per toglierci non solo le maschere di carnevale, ma tutte le altre che ogni giorno indossiamo. Anche se, a me per primo, costa davvero tanta fatica.

E poi, a ben vedere, sono molto legato anche a un

Sonetto del Mercoledì delle ceneri

Poiché sei chi per me sei stata, grave e pura
in così dolce sorpresa conquistata
poiché sei una bianca creatura
di un biancore di mattino sfavillante

poiché sei di una rara bellezza
malgrado la vita dura e travagliata
poiché sei più della semplice avventura
e meno della costante innamorata

poiché tu ho visto nascere
come il notturno fiore sbocciato
a un discorso d’amore, forse spergiuro

poiché non ti possiedo, pur essendo tu mia
poiché solo vuoi tutto, e io non ti do niente
sempre ti ricorderò con tenerezza.

Vinicius de Moraes

Dare buoni consigli se non si può dare il cattivo esempio


foto: wikimedia.org

 Non parlo molto di me. e forse questo è indubbiamente un bene. Ogni tanto, però, mi concedo questo lusso. Mi metto  a scrivere un paio di cosette, senza nemmeno la pretesa di avere troppo senso,solo per riuscire a riordinare le idee e dare un giusto nome alle cose.
I fatti: ieri ero ancora là. Sono passato ben due volte (quasi tre) nella settimana in cui c’è stata la mostra dei disegni e delle poesie dei bambini di Terezin. Certo, per vedere il materiale esposto (davvero interessante), ma una volta sarebbe bastata: la cosa divertente (amaramente divertente) è che poi da lei ci sono andato una volta sola. La seconda non ho passato la porta che separa lo spazio espositivo dalla biblioteca. La terza volta non sono nemmeno entrato dall’ingresso…Ieri, poi, sono passato ancora di là, finiti gli scrutini. Stavolta con la scusa di farle vedere due bandi per concorsi letterari. Ma lei era impegnata, e poi le è suonato il cellulare e ha iniziato a parlare dei fatti suoi…e forse parlava con un amico, forse con il suo ragazzo (comincio quasi a sperare nella seconda…mi metterei  il cuore in pace). Fatto sta che ho lasciato i due bandi alla ragazza del servizio civile e me ne sono andato. Mandando a pallino tutte le intenzioni di invitarla a vedere lo spettacolo di Moni Ovadia.
Perché? forse per la “sua bellezza acerba, bionda senza averne l’aria (no, proprio non è bionda…), quasi triste, come i fiori e l’erba di scarpata ferroviaria”; forse per quegli occhi “ridenti e fuggitivi”; forse per colpa di Ferlinghetti….
E adesso? semplicemente non accadrà nulla. Ogni tanto troverò ancora la scusa (tra le più impensabili) per andare in biblioteca..le sorriderò e non sarò capace di dirle niente. Ormai mi conosco.


Guardare, vedere, pensare, raccontare, condividere... Passi sparsi e barcollanti, danzati o strascicati, raccolti in un diario di viaggio in quel percorso che ci ostiniamo a chiamare vita. Riflessioni e provocazioni, spunti e deliri con cui non essere d'accordo, nel tentativo di suggerire un dialogo che, forse, è più facile da iniziare che da portare avanti. Ma, si sa "si comincia per finire e si finisce per cominciare" (G.Ungaretti)

 

Novembre: 2009
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